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2019/04/14

BIKEE BIKE - il motore italiano premiato all'estero


Non molto tempo fà, navigando su Internet, ci siamo imbattuti in un video in cui si vedeva una bicicletta elettrica che trainavano una grossa Jeep americana, con una forza tale da far fumare la ruota posteriore.   Ci siamo fermati a guardarlo con curiosità e così abbiamo scoperto che il motore di quella bicicletta era prodotto in Italia da una start up, piccola ma molto attiva, gestita da un giovane intraprendente ingegnere: Matteo Spaggiari. Siamo andati a vedere il sito e abbiamo scoperto che la società si chiama BIKEE BIKE ed è situata a Mantova, dove sono stati prodotti fino ad ora motori elettrici da applicare a biciclette tradizionali e da poco anche motori integrati. Ciò che maggiormente ci ha colpito nel visionare il sito web erano stati, oltre al video relativo al traino della Jeep, i dati tecnici inerenti il motore già in produzione, caratterizzato da un valore di coppia particolarmente elevato. Quindi, ancora più incuriositi, abbiamo deciso di andare a conoscere questa interessante realtà progettuale e produttiva italiana.

 

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La Bikee Bike è la tipica azienda la cui esistenza dimostra il genio le capacità degli italiani che, grazie a coraggio, genialità e un po’ di sana incoscienza, osano sfidare colossi del calibro di Bosch, Shimano, Brose e Yamaha e riescono a sviluppare un prodotto non solo competitivo, ma addirittura con caratteristiche superiori a quelle della concorrenza, così al primo colpo, come fosse la cosa più semplice al mondo!   

Ma, andiamo per ordine e incominciamo a raccontare la storia di questo imprenditore e della sua azienda.   Matteo Spaggiari è un ingegnere meccanico nato e cresciuto nella culla del motorismo mondiale, cioè la zona di Modena e Reggio Emilia. Egli ha iniziato la sua carriera lavorativa presso un’azienda multinazionale produttrice di motori elettrici per usi particolari, specializzata anche in motori per applicazioni automobilistiche. Qui ha potuto acquisire le conoscenze specifiche che gli hanno successivamente permesso di avviare un’attività indipendente di progettazione e consulenza tecnica di motori elettrici per mobilità a due e a quattro ruote. Durante tale periodo, l’ingegner Spaggiari si rese conto del fatto che quasi tutti i motori per biciclette elettriche sono caratterizzati da valori di coppia abbastanza modesti, essendo nati inizialmente per essere montati su biciclette per utilizzo in ambienti urbani, dove è sufficiente dare una modesta assistenza alla pedalata.

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Ma ci sono tante applicazioni, come ad esempio per le mountain bike a pedalata assistita (specie per quelli un po’ robusti o sovrappeso!), oppure per le biciclette per chi abita in zone con forti pendenze, oppure ancora per muovere tricicli utilizzati per il trasporto di merci nelle aree urbane (corrieri e pony express) o anche per mezzi speciali come biciclette adatte per viaggiare sulla neve, in cui è necessario fornire coppia e potenza in abbondanza per poter permettere all’utilizzatore di godere appieno del proprio mezzo di trasporto.

La constatazione che c’era un vuoto nella produzione mondiale di questi motori diede la spinta all’ing. Spaggiari per progettare un motore con caratteristiche fuori dall’ordinario (vi diremo più avanti quanto fuori dell’ordinario!). Una volta realizzato il progetto, non si poteva che avviare una start up, per poi mettere in produzione il kit motore/batteria e venderlo. Nel giro di un paio di anni il prodotto fu pronto per la commercializzazione e le sue notevoli qualità furono tanto apprezzate che la BIKEE BIKE ricevette un riconoscimento internazionale quale miglior startup nella categoria automotive nel contest Extreme Tech Challenge, patrocinata da Richard Branson della Virgin e sponsorizzata dalla casa costruttrice di automobili Ford.

La storia ci racconta che anche i tecnici della Ford rimasero colpiti, tanto quanto noi, dal video del traino della Jeep e vollero approfondire la conoscenza delle caratteristiche tecniche di questo motore innovativo, riconoscendone a tal punto la valenza da assegnare un premio di US$ 50.000 alla BIKEE BIKE.   

Ebbene, abbiamo visto che l’attività produttiva è iniziata con la costruzione di motori elettrici da applicare su biciclette esistenti, ma questo non poteva che essere solo la prima fase, in quanto è ben evidente che il settore delle ebike si sta evolvendo nella direzione di avere biciclette a pedate assistita con motore integrato nel telaio e non applicato successivamente. Il passo successivo per la BIKEE BIKE era perciò realizzare un motore integrato, che avesse caratteristiche tanto innovative quanto quelle del precedente applicato. Noi abbiamo avuto la fortuna di essere presenti in azienda, al momento di quest’intervista, proprio quando veniva messa sulle ruote la prima bicicletta realizzata dalla piccola casa produttrice italiana PEDRONI col motore BIKEE BIKE. Dobbiamo ammettere che è stata un’emozione assistere al parto e vedere dal vero un prodotto italiano così innovativo e così ben realizzato.   (Potete visionare il video relativo all’evento sul nostro canale YouTube: Nasce la Pedroni Ray 160 ).  

Veniamo ora alle caratteristiche del motore che abbiamo potuto provare su una mountain-bike GIANT (vedi foto) e che ci ha impressionato per la veemente spinta propulsiva che riesce ad imprimere al mezzo, non disgiunta da facilità e naturalezza di pedalata e da una morbidezza inaspettata.   

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Il motore applicato, che si chiama BEST, ha la caratteristica di essere molto stretto (il più stretto della produzione mondiale) e di essere simmetrico rispetto all’asse delle pedivelle, avendo una forma di disco con uno spessore di soli 65 mm. All’interno è presente un meccanismo ad ingranaggi epicicloidali, collegato a un rotore di considerevole diametro, in grado di generare una potenza e una coppia fuori dall’ordinario.   Il sistema di ingranaggi epicicloidali è realizzato in acciaio, il che garantisce grande durata e non necessita di manutenzione.   Inoltre, l’installazione è estremamente agevolata grazie al fatto che il motore viene infilato sull’asse di rotazione delle pedivelle.

Ovviamente, nel kit di installazione viene fornita anche una centralina elettronica per la gestione del motore e una batteria di adeguata capacità.   Il gruppo dà una impressione di solidità ed accuratezza di progettazione e realizzazione.   Il kit comprende anche un software utilizzabile tramite applicazione sul cellulare, che permette di tenere sotto controllo tutti i dati utili per un buon utilizzo del mezzo a due ruote e permette anche di modificare numerosi parametri, in modo semplice e molto efficace.   Inoltre, il software ha la particolarità di prevedere la possibilità di attivare la funzione di antifurto, per cui non è possibile utilizzare il motore se non si digita un codice identificativo del proprietario.   

Il motore elettrico integrato nella bicicletta, denominato EVOLUTION, è stato progettato sulla falsariga di BEST ed è ancora più compatto e tecnologico.   Anch’esso ha la forma di un disco ed è quindi simmetrico rispetto all’asse delle pedivelle.   In questo caso è accoppiato a una compatta batteria, integrabile nel tubo diagonale del telaio, che può arrivare fino ad una capacità di 840Wh e, per quello che ne sappiamo noi, è attualmente un record mondiale. 

Ma, ora veniamo alle caratteristiche tecniche, ai dati che interessano l’utente finale, cioè ai valori di coppia e potenza.   I motori possono essere configurati con rotori in grado di generare potenze da 250W a 1.500W, mantenendo la stessa carcassa.   Sulla scheda tecnica illustrativa presente nel sito web viene indicato un valore di coppia di 120Nm, ma questa è la coppia nominale, perché in realtà i motori forniscono una coppia di punta di oltre 160Nm.   Tanto per intenderci il motore di una famosissima azienda produttrice di biciclette a pedalata assistita, recentemente presentato al pubblico come esempio di eccellenza, ha una coppia di punta di 120Nm.   

Nel grafico qui di seguito potete vedere il confronto tra le varie curve di coppia dei differenti motori attualmente in commercio rispetto a quello di BIKE EBIKE.

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In realtà, i tecnici della BIKEE BIKE ci hanno fatto vedere che il loro motore viene limitato elettronicamente a 160 Nm di coppia di punta per evitare danneggiamenti e usure ai gruppi di trasmissione, che non sono realizzati per resistere a valori così elevati, ma il motore BEST ed EVO possono arrivare, se spinti al loro limite, fino a 220 Nm!! E allora si capisce perché il video mostra una bicicletta che, facendo fumare la ruota posteriore, traina una Jeep da 2,5 tonnellate!   

Inoltre, relativamente ai consumi, ci è stato spiegato che, grazie al fatto che il motore eroga una coppia così elevata, nell’utilizzo normale si troverà a funzionare in una porzione della curva di coppia contraddistinta dalla massima efficienza tipica dei motori elettrici, per cui questo motore, a parità di prestazioni, consumerà meno dei motori attualmente sul mercato.   Noi abbiamo subito fatto 2 + 2 e considerando che si può montare una batteria da 840 Wh e i consumi saranno circa il 15% inferiori rispetto ai motori attualmente in circolazione, sarà come andare in giro con una ebike normale (ma, all’occorrenza in grado di erogare il doppio della coppia) ed avere una batteria da 1.000Wh!!   Non male, vero?   Ciò detto, non resta che aspettare di provare il comportamento della prima bicicletta che monterà il modello EVO, che avremo modo di testare tra non molto.   

Siamo curiosi quanto voi, perciò seguiteci e nella recensione della PEDRONI Ray vi faremo sapere quanto delle notevoli performance dei motori della BIKEE BIKE si tramuta in efficienza e gradevolezza di utilizzo.