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2019/06/28

Wilier Triestina Cento 1 Hybrid

Eccoci impegnati nella prova della Wilier Triestina Cento1 Hybrid, che ci viene consegnata nel punto assistenza Wilier, Passione Bici di Danilo Sacchi a Pavia.

Si tratta di una bella road ebike di nuova concezione, con piccolo motore elettrico piazzato nel mozzo posteriore e batteria integrata nel telaio, controllati da un software di gestione molto ben fatto e sofisticato, che prevede anche l'utilizzo del telefono come ciclo-computer, con funzioni ciclistiche e mappe. Noi che sulla bici da corsa preferiamo strumenti dedicati piccoli e poco ingombranti sul manubrio abbiamo apprezzato specialmente la schermata di settaggio delle potenze dove è molto facile ed intuitivo personalizzare la risposta del motore.

 

 

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Il primo colpo d’occhio è veramente notevole: è una bicicletta bella dalla linea filante e pulita, con forme leggermente Aero, come va di moda. L’allestimento del modello che ci viene fornito è un buon allestimento con componenti di qualità anche se stiamo parlando di un modello di base, le cui caratteristiche prendiamo direttamente dal sito Wilier ( vedi: Wilier.com ).

 

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Portiamo la bici in box, per la messa a punto in vista della prova di domani e dopo aver montati i miei fedeli Speedplay (negli anni restano i miei pedali preferiti), sistemata altezza sella, regolato arretramento sella dai pedali, distanza sella manubrio e differenza altezza sella manubrio siamo pronti per una prova vera. Il termine di paragone sarà fatto con la mia “vecchia” SartoAntonio Ghibli montata Campagnolo SuperRecord, con tutti i componenti TOP, copertoni da 25, per un peso in ordine di marcia inferiore ai 7 kg. 

La prima considerazione nel confrontare le due bici, quella tradizionale e la road ebike Wilier Hybrid, è che il costo della tradizionale è circa il doppio di questa Cento1 HY. Ciò nonostante, saranno in tanti a proclamare “…ma spendere così tanto per una bici, siete matti…” benché in realtà per le strade di matti ce ne sono tantissimi e basta guardare con occhio esperto per capire che il prezzo di queste Wilier Cento1 HY nei vari allestimenti è decisamente nella norma rispetto a quanto spende la maggior parte di coloro che affollano le strade.

Una prova VERA; cioè presentarsi con la Cento1Hy al solito posto, con i soliti amici, per il solito giro in collina. 

Il primo riscontro è prettamente estetico, con i commenti meravigliati, “ahhh, Bruno hai le bici nuova….bella la Wilier…. che bel colore….ecc…” .  Sarà che siamo tutti “vecchietti”, ma al primo colpo d’occhio nessuno si è accorto che mi ero presentato con una eBike! In effetti, il motore nel mozzo posteriore viene nascosto alla vista da un lato dal pacco pignoni e dall’altro lato dal freno a disco, il motore è silenziosissimo e quindi l’inganno è quasi perfetto. Poi, finalmente qualcuno si accorge e partono tutta una serie di commenti “poco seri”, ma una cosa è certa: esteticamente la Cento1 Hy è piaciuta tantissimo.

 

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Finiti gli “sfotto” partiamo per il solito giro del mattino, cioè Pavia Stradella, due o tre salite in prima collina, sosta caffè e ritorno, un giro da “pensionati”.

Il trasferimento verso la collina;  i commenti estetici anche in marcia sono positivi,  “…sembra fatta su misura per te….mi sembra che pedali meglio del solito, ecc…” in realtà già all’imbocco del Ponte della Becca, ho capito che ci sarebbe stato “il rovescio della medaglia”, si perché con la bici che a 25km orari (di legge) smette di darti assistenza in tutte le situazioni, tipo cavalcavia o leggerissime salite fatte di slancio, i circa 4kg (rispetto ad un analogo modello tradizionale con freni a disco) in più ed i “gommoni” da 28 presentano il conto, che si traduce in uno sforzo maggiore del solito. In realtà la Cento1 Hy si pedala benissimo, ma se le medie sono superiori ai 30km orari, il motore non lo si usa mai ed allora diventa solo una bella bici ma più pesante, infatti nei circa 20km del trasferimento abbiamo consumato esattamente l’1% di batteria.

La Cento1 HY in salita;

La prima asperità di Monte Bruciato (Broni/Stradella) l’ho affrontata con il livello minimo di assistenza; risultato: la Cento1 Hy resta una vera bicicletta, l’aiuto è giusto un minimo di più di quello che serve per compensare il peso in eccesso rispetto ad una bici da corsa tradizionale e la sensazione è estremamente gratificante, perché non si ha affatto la sensazione di avere un aiuto, anche se in effetti sotto sotto, c’è e si nota dal battito cardiaco, che rimane di circa 20 battiti in meno a parità di prestazione rispetto alla bici non assistita. Con questa modalità il consumo resta decisamente basso e garantisce notevoli percorrenze e dislivelli.

 

 

Nella salita a Montù Beccaria ho provato il livello medio e anche il massimo di assistenza nei punti più impervi, il motore con la sua potenza di 250 Watt e di 40 Nm di coppia è più che sufficiente per fornire un aiuto importante anche su pendenze molto impegnative; con questo livello di assistenza si sale a fianco dei compagni fischiettando. Con questi livelli di assistenza, la sensazione è che il motore aiuti inversamente allo sforzo profuso dal ciclista, a cui basta simulare la pedalata per ottenere una spinta vigorosa, e in questa situazione il consumo di batteria diventa importante.

Infine la salita a Canneto dalla piazza, dove il mitico Scovenna per anni ed anni ha gestito un negozio di riferimento per tutti i ciclisti della zona, qui mi sono impegnato alla caccia del KOM (migliore risultato su Strava). Questa è una salita di circa 3km al 6% di pendenza media ed è quella dove da sempre faccio le mie prove e dove il mio miglior tempo risale all’estate del 2014, usando una Trek Madone con ruote carbon e tubolari superleggere dal peso complessivo di 5.950g.

Pronto per affrontare la salita di Canneto, quindi: settaggio alla massima potenza, iperventilazione, relax e concentrazione, rincorsa……e via a tutta, ma proprio a tutta con il cuore che scoppia e la bocca spalancata a pompare aria nei polmoni, per uno sforzo massimale che alla fine è stato di poco più di 6 min, polverizzando il mio “vecchio” record personale. La velocità media della salita è passata da 16,7 km/h a 22,2 km/h ma il KOM resta ahimè assai lontano. Certo con i miei 82 kg di peso non sono mai stato un grande scalatore, ma dei tre segmenti che caratterizzano questa salita, su quello finale tutti i primi 20 classificati sono saliti a oltre 25 km/h di media…quindi a velocità dove il motore della Cento1 Hy stacca e non ti assiste più. Ergo, possessori dei KOM state tranquilli: sono ben poche le situazioni in cui un ciclista con una eBike regolare vi porterà via il vostro ambito risultato!!! 

 

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La Wilier Cento1 Hy in discesa.

Le nostre colline non sono altissime, quindi salite e discese non sono lunghissime, ma molte sono veramente belle e spettacolari, con viste mozzafiato ed i filari delle vigne a disegnare profili rasta con le Alpi sullo sfondo. Le traiettorie ed i tornanti di Beria, Castello, Montalto, ecc, non sono seconde a nessuno.   Qui la Cento1 HY è una vera REGINA, letteralmente spettacolare, stabile con il peso di motore e batteria che abbassa il baricentro e tiene letteralmente incollate le ruote per terra: è velocissima ed il telaio consente percorrenze in curva da primato, anche grazie ai copertoni da 28 ed a un impianto frenante veramente efficiente, e ne risulta un mezzo veramente eccezionale. Che dire di più?!

Conclusioni

L’unico aspetto che ci ha lasciato dubbiosi e perplessi è la guida in pianura, dove la Cento1 Hybrid deve convivere con una normativa di legge che obbliga le eBike ad andare più piano di una bici “normale”, per tutto il resto questa bicicletta elettrica stradale è promossa a pieni voti, specie per un uso amatoriale. Chi abita in zone collinari o montane, comperando questa bici si fa un regalo, che in termini di divertimento assicura un risultato garantito.

Al termine della nostra prova che è stata di circa 80km con 750m di dislivello la batteria ha registrato una autonomia residua del 54%, che è sicuramente un ottimo risultato e fa immaginare grandi autonomie, specialmente ipotizzando l’utilizzo di batterie aggiuntive (normalmente al posto di una delle due borracce) come oramai avviene nella norma nelle MTB. Ovviamente abbiamo fatto un uscita in bici pedalando e non ci siamo fatti portare a spasso dal motore, ma la logica di questa bicicletta a pedalata assistita è proprio quella di fornire una aiutino quando serve e mai sostituire il motore alle gambe.

 

La sosta caffe:

Concludiamo con il racconto della sosta caffè, lassù a Castana, dove tutti gli avventori “pensionati” meno allenati di noi, ci hanno circondato e riempito di complimenti sia estetici che funzionali sulla Cento1 HY. Se non avevano già bevuto troppi “bianchini” a prima mattina e se manterranno ciò che hanno detto, ne avranno già ordinate almeno due!

Bruno Degradi

 

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